Categoria: Nazionali
Piacenza accoglie la Nazionale Femminile U21: Italia v Galles del 2 maggio presentata in Comune
Piacenza si prepara ad accogliere la Nazionale Italiana Femminile U21, che sabato 2 maggio allo Stadio “Walter Beltrametti” ospiterà le pari età del Galles nella seconda giornata dell’U21 Six Nations Series. Un’occasione per vedere dal vivo le future star del Rugby internazionale e per vivere le emozioni di una sfida che si preannuncia intensa.Calcio d’inizio previsto alle ore 14:30, diretta streaming in chiaro su federugby.it e biglietti acquistabili direttamente allo Stadio “Beltrametti” (U18 ingresso gratuito) il giorno della partita per la prima uscita stagione delle Azzurrine di Diego Saccà una cui delegazione, mercoledì 29 aprile, è stata ricevuta presso Palazzo Mercanti, sede del municipio piacentino, per la presentazione ufficiale del match. Ad accogliere la delegazione azzurra l’Assessore allo Sport Mario Dadati, rugbista di lungo corso, che ha ricordato “il profondo legame tra Piacenza e il rugby, uno sport che nella nostra città vanta da quasi ottant’anni una solida tradizione e che il nostro territorio ben rappresenta in tutti i campionati nazionali. Siamo felici, dopo la sfida tra le Azzurre ed il Giappone del 2024, di riportare al “Beltrametti” un grande appuntamento con il rugby femminile per questa sfida tra le Azzurrine U21 e le loro pari età gallesi: per Piacenza è una chance di promozione turistica, ma anche un investimento politico sullo sport femminile coerente con la direzione che abbiamo impresso al nostro territorio. Ringrazio la FIR per aver scelto Piacenza per questa gara, i Lyons per essersi messi a disposizione per ospitare il match in un impianto simbolo del rugby azzurro e auguro a Nicole ed a tutte le sue compagne di raggiungere tutti gli obiettivi che si sono prefissate”.Carlo Orlandi, storico tallonatore dell’Italia originario proprio di Piacenza, oggi Consigliere Federale FIR, ha portato alla presentazione i saluti del Presidente federale Andrea Duodo insieme al capo delegazione Alessio Distinto e ricordato “la grande voglia di arrivare che caratterizza questo gruppo di giovani rugbiste, che con la Nazionale U21 hanno l’opportunità di proseguire nel proprio percorso di formazione verso l’alta prestazione e la Nazionale.Il Sei Nazioni U21 costituisce un passaggio fondamentale nel loro processo di maturazione e confronti come quello di Piacenza di sabato prossimo sono un’occasione preziosa per tutte loro per inseguire il sogno di vestire l’azzurro della Nazionale Maggiore. Grazie ai Lyons e al Comune di Piacenza per il supporto organizzativo, sono sicuro che vivremo un appassionante pomeriggio di rugby, come quello vissuto nello corso fine settimana a Parma per la gara della Nazionale femminile maggiore contro la Scozia, con oltre quattromilacinquecento spettatori presenti, a conferma di come il rugby femminile continui il proprio percorso di sviluppo dentro e fuori dal campo”.Nicole Mastrangelo, mediano di mischia dell’UR Capitolina, una presenza con la Nazionale Maggiore e indicata dallo staff tecnico diretto da Diego Saccà come Capitana delle Azzurrine per la sfida di sabato al Galles, ha detto: “Siamo onorate di far parte di questo gruppo e di avere la possibilità di rappresentare l’Italia in un Torneo prestigioso come il Sei Nazioni U21. Per tutte noi è un privilegio far parte di questo percorso, ringrazio la Federazione per quanto sta facendo per continuare a migliorare il percorso di alto livello del settore femminile e tutte le atlete che ci hanno preceduto e hanno lavorato per rendere possibile l’evoluzione che stiamo vivendo a livello internazionale. Noi siamo felici di lavorare duro e fare sacrifici per inseguire il nostro sogno e spero che sabato riusciremo a divertici, esprimerci al nostro meglio e prenderci quello che meritiamo sul campo”.
Italia U21 Femminile | 29/04/2026
Essere capitana: l’empatia, l’esempio e il rapporto con gli arbitri. Il racconto di Sara Barattin
Capitana del Villorba da sempre, capitana della Nazionale dal 2016 al 2018, Sara Barattin è una di quelle Azzurre che hanno scritto la storia recente del rugby italiano. E lo ha fatto sempre tramite l’esempio, sul campo e fuori, con una carriera straordinaria sia a livello di club che internazionale e con quel sorriso che è da sempre uno dei suoi tratti distintivi: “Sono capitana del Villorba praticamente da quando è nato (ride, ndr), l’anno prossimo festeggeremo i 10 anni della squadra femminile. In Nazionale, invece, sono diventata capitana nel 2016 dopo l’addio di Silvia Gaudino, che voleva diventare mamma. Fu Andrea di Giandomenico (ai tempi capo allenatore dell’Italia femminile) a propormelo. Lì per lì sono stata assalita dai dubbi, ho iniziato a chiamare tutte (ride, ndr), Paola Zangirolami, la stessa Silvia Gaudino, chiedevo ‘ma ce la posso fare?’. Tutte mi rispondevano di stare tranquilla, e alla fine ho accettato”. Essere capitana “Essere capitana è qualcosa che si costruisce giorno dopo giorno” spiega Barattin: “È una presenza costante, sia in settimana durante gli allenamenti, sia in partita, e in qualche modo ogni giorno si acquisisce qualcosa di nuovo, come se non si finisse mai di imparare, anche se lo fai da tanti anni. Ci sono cose in cui in questi anni sono cambiata, ad esempio sono diventata un po’ più brava con le parole rispetto a prima, ma ho sempre pensato di essere una capitana ‘di campo’ e di riuscire a guidare la squadra attraverso il mio modo di giocare. Forse, proprio perché so di non essere bravissima a parole, cerco di essere sempre semplice e diretta quando parlo alla squadra, quindi alla fine forse è anche un vantaggio. A volte faccio qualche danno (ride, ndr) però va bene così, la cosa importante è che ci sia sempre empatia tra noi, credo sia la parola chiave”. E alla domanda “cosa consiglierebbe Sara Barattin a un’ipotetica futura capitana del Villorba” l’ex azzurra risponde: “Prima di tutto di portare avanti tutto quello che abbiamo costruito, di essere una trascinatrice tramite l’esempio e il comportamento, ma soprattutto di trasmettere sempre al gruppo la gioia di stare insieme, di fare fatica insieme, di esserci sempre l’una per l’altra” Attraverso le generazioni Sara Barattin ha vissuto tante diverse fasi della storia recente del rugby italiano, e di conseguenza si è rapportata a generazioni molto diverse tra loro: “Sicuramente tra una generazione e l’altra è cambiato il mio modo di rapportarmi con le ragazze. Cerco sempre di adattarmi, di capire con chi posso usare un determinato tono o determinate parole e con chi invece devo usare un approccio diverso. E poi c’è un fattore che secondo me è fondamentale: il periodo del Covid ha cambiato completamente la vita di molte ragazze, che in una fase fondamentale del loro percorso come l’adolescenza sono state quasi due anni chiuse in casa, quindi hanno un vissuto completamente diverso dal nostro. Bisogna fare molta attenzione a trovare il modo giusto per comunicare con loro, con la giusta sensibilità”. Il rapporto con gli arbitri Un altro aspetto fondamentale del capitanato è sicuramente il rapporto con gli arbitri, raccontato da Barattin con la consueta schiettezza e ironia: “Il mio rapporto con gli arbitri? Bisognerebbe chiederlo a loro (ride, ndr). Scherzi a parte, credo che l’aspetto fondamentale sia sempre il rispetto della loro figura e delle loro decisioni, è fondamentale che si crei questo rapporto di rispetto affinché la partita sia fluida e corretta, che alla fine è l’obiettivo di tutte le persone che sono in campo. Quando gioco sono molto concentrata e a volte mi capita di esagerare, ma il rispetto non viene mai a mancare e quando esagero chiedo scusa. Anche dal punto di vista tecnico un buon rapporto con gli arbitri valorizza tutto il gioco: si gioca di più e meglio, con un tempo effettivo maggiore, quindi la collaborazione è fondamentale”. Il rapporto capitana-arbitro Ci sono momenti in cui il rapporto tra capitani e arbitri viene messo costantemente alla prova, soprattutto quando si chiede una spiegazione dopo una decisione: “Personalmente cerco sempre di essere molto specifica e chiara con gli arbitri, spiegando loro se ho notato determinate situazioni da segnalare. Poi chiaramente ci sono momenti e momenti, alcuni anche molto simpatici. Ricordo quando nel 2017 segnammo all’Inghilterra dopo 3 minuti con Sofia Stefan e andammo in vantaggio, e le ragazze mi dissero in veneto: “Come si dice in inglese ‘fischia la fine?’ Dillo all’arbitro!” (ride, ndr). Barattin racconta anche la differenza tra il rapportarsi con arbitri italiani o con i quali comunque ci si conosce bene e arbitri internazionali con i quali invece bisogna creare un rapporto da zero: “Cambia molto. Quando c’è più confidenza ti senti più libera di parlare, a volte magari anche sbagliando. Quando invece non conosci gli arbitri cerchi prima di tutto di capire cosa vuole, quali sono le sue esigenze, cosa tende a fischiare, c’è una concentrazione maggiore. Alla fine è un aspetto fondamentale: capire cosa l’arbitro vuole in campo può cambiare una partita in un senso o nell’altro”.
Italia Femminile | 29/04/2026
Nazionale Femminile U21, le convocate in preparazione di Italia v Galles del 2 maggio a Piacenza
Il Responsabile Tecnico della Nazionale Femminile U21, Diego Saccà, ha diramato la lista delle atlete convocate e invitate al raduno che si terrà a Parma dal 27 aprile, in preparazione della sfida tra Italia e Galles, seconda giornata dell'U21 Six Nations Series, in programma il 2 maggio allo stadio Walter Beltrametti di Piacenza. Dopo l'esordio a Galway con l'Irlanda, le Azzurrine saranno dunque di scena in casa, nella seconda di tre partite che la Nazionale U21 affronterà in questo torneo. Tra le convocate, presente anche Margherita Tonellotto, fresca di esordio nella Nazionale Maggiore, sabato 25 aprile nella sfida vinta dalle Azzurre di coach Fabio Roselli con la Scozia con il risultato di 41-14. In lista anche altre atlete che hanno già avuto modo di conquistare un cap internazionale, come Elena Errichiello, Sofia Catellani, Desiree Spinelli e Nicole Mastrangelo. Qui di seguito la lista delle atlete convocate e invitate: Atlete Convocate:Martina BARABINO (CUS Milano Rugby)Teresa Sofia BLASKOVIC (Villorba Rugby)Elisa BURCHIELLI (US Roma Rugby)Martina BUSANA (Villorba Rugby)Margherita CARRARO (CUS Milano Rugby)Sofia CATELLANI (Lons Section Paloise)Elisa CECATI (Stade Rennais Rugby)Matilde CECATI (Volvera Rugby)Angelica CITTADINI (Stade Rennais Rugby)Greta COPAT (Villorba Rugby)Celeste CORTINI (Romagna RFC)Diana DI FRANCO (Neapolis Rugby Femminile Campania Felix)Elena ERRICHIELLO (Unione Rugby Capitolina)Silvia FENT (Benetton Rugby Treviso)Luce FLORIDIA (Volvera Rugby)Laura Lina FOSCATO (CUS Milano Rugby)Sofia GIACOMINI (Benetton Rugby Treviso)Rubina Emma GRASSI (RCTPM Toulon)Kristin Camilla KONE (CUS Milano Rugby)Antonella MAIONE (Neapolis Rugby Femminile Campania Felix)Zoe MASI (CUS Milano Rugby)Nicole MASTRANGELO (Unione Rugby Capitolina)Lucie Jeanne MOIOLI (Montpellier Rugby Féminin)Mihaela PIRPILIU (CUS Torino)Lavinia PRATICHETTI (Unione Rugby Capitolina)Sara SCUDERI (CUS L’Aquila)Alessia Saffron SKEATES (Exeter Chiefs)Desiree SPINELLI (Benetton Rugby Treviso)Cecilia STAFOGGIA (US Roma Rugby)Margherita TONELLOTTO (Valsugana Rugby Padova)Vittoria ZENI (Valsugana Rugby Padova) Atlete invitate: Francesca ANDREOLI (Rugby Colorno)Giulia ANGELI (Rugby Colorno)Gaia DOSI (Rugby Colorno)Mascia JELIC (Rugby Colorno)Ania ROSINI (Rugby Colorno)
Italia U21 Femminile | 27/04/2026
Le reazioni dopo Italia v Scozia, Roselli e Giordano: “Una vittoria costruita col lavoro, portiamo con noi la nostra storia”
Elisa Giordano e Fabio Roselli raccontano sensazioni e pensieri al termine di Italia v Scozia, partita che con il suo 41-14 ha consegnato alle Azzurre la prima vittoria nel Guinness Sei Nazioni Femminile 2026. "Questa vittoria - analizza Roselli - è arrivata alla quarta settimana di lavoro insieme e dopo la prima settimana in cui siamo riuscite a lavorare in 34, aumentando costantemente la qualità del lavoro. Sapevamo di poter costruire una partita come quella che i tifosi hanno visto, lavorando bene in settimana e studiando al meglio le possibilità. La meta segnata in 13 contro 15 (da Giordana Duca, ndr.) è un segnale di maturità che ci dà fiducia". All'arrivo al Lanfranchi, le Azzurre hanno trovato un allestimento particolare: un muro con la lista dei nomi di tutte le atlete che hanno vestito la maglia della Nazionale nella storia. "È stata una bellissima sorpresa - spiega il CT - e siamo rimaste colpite da un'immagine che ci ha dato tanta fiducia". Al termine della gara, proprio l'esordiente di giornata, Margherita Tonellotto, ha inserito il suo nome - con un pennarello - sul pannello. "Sono felice che Margherita abbia avuto modo di esordire in questa partita - commenta Giordano-. La nostra è una storia lunga che portiamo con noi quotidianamente. Questa è la dimostrazione che tutte le Azzurre, nessuna esclusa, hanno contribuito a definire chi siamo. Nessuna viene mai lasciata lungo la strada".
Nazionali | 26/04/2026
Sei Nazioni femminile: una grande Italia domina e batte la Scozia 41-14
Una grande Italia trova la sua prima vittoria nel Sei Nazioni 2026: allo Stadio Lanfranchi di Parma le Azzurre dominano la Scozia e la battono 41-14 con 7 mete. Vanno a segno D'Incà (doppietta), Zanette (doppietta), Muzzo, Vecchini e Duca. Mete scozzesi di Skeldon e Poolman, player of the match per Francesca Sgorbini. Partita subito indirizzata dal dominio della squadra di Roselli nel punto d'incontro, il fondamentale che ha permesso alle Azzurre di avere spesso possessi di qualità e di arginare tutte le iniziative scozzesi, che hanno sofferto anche dal punto di vista fisico contro il grande dinamismo di un'Italia furiosa. Dopo la pausa l'Italia tornerà in campo sabato 9 maggio alle 15 contro l'Inghilterra. La cronaca di Italia-Scozia Sul primo assalto scozzese l'Italia dimostra di aver recuperato la compattezza difensiva già vista nel primo tempo contro la Francia, poi alla prima occasione colpisce. Calcetto di Ostuni Minuzzi a mettere pressione su Rollie, che si ritrova addosso la pressione di Ranuccini e concede il tenuto. Stefan gioca velocemente e innesca di nuovo Ostuni Minuzzi, che trova un altro break e crea la superiorità numerica al largo. Si passa da un altro raggruppamento, poi Sillari allarga su D'Incà che si tuffa in bandierina per il 5-0. La Scozia continua a soffrire e nonostante i tentativi di riportarsi in attacco col piede di Nelson soffre la furiosa pressione delle Azzurre, che al 14' ritornano in attacco: touche vinta su Fedrighi, maul avanzante con Stefan che si stacca e arriva corta di poco, ma arriva subito in sostegno Zanette che con un'altra carica chiude l'azione e schiaccia per il 10-0. La risposta scozzese è affidata a una maul avanzante e pericolosa, che prima conquista un calcio di punizione per tornare ai 5 metri, poi al 27' viene invece ben disinnescata dalle Azzurre, con Sgorbini che dopo una serie di cariche avversarie riesce a recuperare il pallone. La squadra di Roselli appare in controllo totale del match e alla mezz'ora trova anche la terza meta: D'Incà batte McGhie sul lato destro e apre un primo varco, seguita dal sostegno di Madia che viene fermata a un passo dalla linea di meta. Ancora una volta è Zanette ad arrivare per prima e a finalizzare di nuovo per la marcatura del 15-0. L'Italia continua a spingere: l'azione parte ancora da una Stefan dominante e padrona del gioco, Sillari batte due avversarie con una finta, Sgorbini arriva a un passo dalla linea, poi Madia allarga benissimo su D'Incà che si tuffa in bandierina e segna la quarta meta del match: Sillari trasforma per il 22-0. Il primo tempo è un monologo azzurro, e allo scadere del 40' arriva anche la quinta meta: splendido incrocio di Madia che innesca l'imbucata di Muzzo, che supera due avversarie e schiaccia per il 29-0. Le Azzurre partono bene anche nella ripresa: Duca viene ripresa a fatica da Scott, Sgorbini dà ancora continuità all'azione e poi Stefan allarga su Muzzo che sta per schiacciare in bandierina ma viene fermata da un intervento provvidenziale di McGhie. La Scozia non riesce però ad uscire alla pressione e al 44' il drive azzurro fa la differenza, avanza costantemente con Vecchini che timona il pacchetto azzurro e al momento giusto schiaccia per il 34-0. Le Azzurre rimangono temporaneamente in 13 per due gialli a Madia e Giordano, con la Scozia che prova subito ad approfittarne: Rollie gioca il due contro uno su Campbell che accelera verso la bandierina ma al momento di schiacciare viene fermata da un grande intervento di Ostuni Minuzzi, che salva tutto. La squadra di Fukofuka insiste e marca al 52' con Skeldon sugli sviluppi di una maul. Nelson trasforma per il 34-7. La Scozia insiste nel tentativo di riaprire la partita, ma si trova di fronte una grande difesa azzurra: prima due placcaggi dominanti di Mannini e Turani, poi il tenuto di Muzzo tengono al sicuro il vantaggio. Al 60' l'Italia va nuovamente a marcare nonostante la doppia inferiorità numerica: altra carica di Sgorbini che assorbe due avversarie, poi Mannini ne batte altre due con un cambio di passo. Ne nasce un lungo multifase che viene finalizzato da Giordana Duca, che schiaccia in mezzo ai pali per il 41-7. La squadra di Roselli gestisce il vantaggio, anche se al 74' una finta del pilone destro Molly Poolman apre lo spazio all'ingresso dei 22, con la prima scozzese che arriva in mezzo ai pali per il 41-14. Nel finale giallo a Mannini per un placcaggio alto ma il risultato non cambia più: l'Italia domina e batte la Scozia, trovando il primo successo del suo Sei Nazioni femminile. Parma, Stadio Sergio Lanfranchi, 25 aprile 2026Guinness Women’s Six Nations - III giornataItalia v Scozia 41-14 (29-0)Marcatrici: p.t. 7’ m. D’Incà (5-0); 15’ m. Zanette (10-0); 29’ m. Zanette (15-0); 34’ m. D’Incà tr. Sillari (22-0); 40’m. Muzzo tr. Sillari (29-0) s.t. 5’ m. Vecchini (34-0); 13’m. Skeldon tr. Nelson (34-7); 20’ m. Duca tr. Sillari (41-7); 34’ m. Poolman tr. Nelson (41-14)Italia: Ostuni Minuzzi; Muzzo (26’st Granzotto), Sillari, Mannini, D’Incà; Madia (26’st Stevanin), Stefan (23’st Bitonci); Giordano (Cap), Ranuccini, Sgorbini (26’st Tonellotto); Duca, Fedrighi (23’st Frangipani); Zanette (10’st Pilani), Vecchini (30’st Cheli), Turani (18’st Turani)all. Fabio RoselliScozia: Rollie; McGhie, Scott (20’st Philipps), Smith, Campbell; Nelson, Brebner-Holden (32’st Darroch); McLachlan (2’st Boyd), Stewart (2’st Bogan), Donaldson; Cunningham (20’st McMillan); Wassell (temp. 33’-40’st Martin); Clarke (17’ st Poolman), Skeldon (Cap), Swann (7’st Bartlett)All. Sione Fukofukaarb: Robbie Jenkinson (IRFU)AA: Zoe Naudé (SARU); Emily Hope (RFU)TMO: Dan Jones (RFU)Cartellini: 9’ st giallo a Madia (Italia); 10’st giallo a Giordano (Italia); 39’ giallo a Mannini (Italia)Calciatrici: Sillari (3/7); Nelson (2/2)Player of the Match: Francesca Sgorbini (Italia)Punti in classifica: Italia 5; Scozia 0Note: Giornata soleggiata, 50 caps per Silvia Turani, esordio in Azzurro per Margherita Tonellotto, Azzurra numero 226, 4787 spettatori
Italia Femminile | 25/04/2026
Lucia Gai e Vittoria Assicurazioni inaugurano il nuovo VittoriaBus: visite senologiche gratuite al “Lanfranchi” verso il Vittoria for Women Tour 2026
Il viaggio del VittoriaBus verso le tappe del Vittoria for Women Tour 2026, gli appuntamenti con la prevenzione che il main sponsor della Federazione Italiana Rugby, Vittoria Assicurazioni, organizza nel contesto del Trofeo Italiano Beach Rugby, ha preso il via dallo “Stadio Sergio Lanfranchi di Parma”. Prima del calcio d’inizio di Italia v Scozia di sabato 25 aprile, debutto interno delle Azzurre nel Guinness Six Nations Femminile, i vertici della FIR, di Vittoria Assicurazioni e di LILT Parma, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, hanno inaugurato il nuovo ambulatorio mobile dedicato allo screening senologico, uno dei principali presidi per la prevenzione oncologica femminile. Dopo il taglio del nastro del nuovo mezzo, che questa estate sarà un punto di riferimento nelle tappe del Trofeo Italiano Beach Rugby brandizzate Vittoria Assicurazioni, è stata la Centuriona azzurra Lucia Gai a inaugurare ufficialmente la campagna di prevenzione del main sponsor azzurro, sottoponendosi alla prima visita senologica della stagione. Il VittoriaBus ha poi proseguito la prima giornata di operatività al “Lanfranchi”, a disposizione delle numerose fan che hanno assistito al primo test-match interno dell’Italia Femminile nel Torneo 2026.
Impegno Sociale | 25/04/2026
Roselli punta su Zanette, cinque cambi per Fukofuka: l’analisi delle formazioni di Italia-Scozia
Diverse novità nella formazione scelta da Fabio Roselli per la sfida di sabato alle 17.30 contro la Scozia, la prima in casa di questo Sei Nazioni. In prima linea il tecnico lancia Vittoria Zanette a sinistra, affiancata dalla confermata Vecchini e da Silvia Turani, che torna titolare. Ripartono dall’inizio anche Duca e Madia, con Sillari e Mannini a formare una nuova coppia di centri e Alyssa D’Incà che si sposta all’ala. In totale sono 5 i cambi dell’Italia, così come sono 5 quelli della Scozia. Prima da titolare per Demi Swann, pilone sinistro alla terza presenza assoluta. Due cambi in terza linea: torna McLaclhan e spazio a Donaldson, con la capitana Malcom che si sposta a numero 8 per far fronte all’infortunio di Coubrough (concussion). Il secondo centro Scott sostituisce Willis (problema al braccio) mentre all’ala McGhie rileva l’altra indisponibile Lloyd (concussion). Ritmo L’Italia vuole insistere sull’idea proposta fin dall’inizio di questo Sei Nazioni: giocare a ritmi alti e aprire il più possibile le maglie della difesa avversaria. Delle prime due partite le Azzurre ci sono riuscite a tratti, segnando comunque 5 mete in totale e conquistando il punto di bonus offensivo contro l’Irlanda. L’obiettivo è dare continuità per 80 minuti, contro una squadra che in difesa può concedere qualcosa (80 placcaggi sbagliati in totale per la Scozia) e con un attacco ulteriormente rinforzato dalla presenza in contemporanea di Mannini, Sillari e D’Incà, con la trequarti di Blagnac schierata ala. Una delle chiavi sarà proprio riuscire ad innescare D’Incà anche in posizione più defilata, passando soprattutto dal ritmo alto che potrà imporra la mediana composta da Stefan e Madia. Anche la Scozia è andata a fiammate in queste due partite, anche se i match con l’Inghilterra sono sempre difficili da giudicare: l’assenza di Rhona Lloyd è quella più pesante, ma sarà sostituita da Francesca McGhie, a sua volta pericolosissima e al rientro da una serie di problemi fisici. Battaglia Anche la Scozia userà molto il piede di Nelson per mettere in difficoltà l’Italia, che dovrà gestire meglio i possessi in fase di partenza. L’Italia può essere molto pericolosa con la capacità di Ostuni Minuzzi di trovare spazi in mezzo al campo, mentre il pacchetto delle avanti dovrà sfruttare gli errori difensivi che la Scozia tende a commettere sotto pressione. L’innesto di Zanette, entrata molto bene contro l’Irlanda, può garantire un ulteriore avanzamento in mezzo al campo. Fedrighi e Duca insieme, oltre a Giordano, avranno il compito di rimettere a posto una rimessa laterale che a Galway ha sofferto, con Sgorbini, Vecchini e Turani che a loro volta saranno probabilmente molto utilizzate come ballcarrier. Dall’altra parte attenzione soprattutto a Cunningham, che pur non essendo al 100% (rientra da un infortunio al tendine) è una giocatrice di grandissima qualità. Le formazioni di Italia-Scozia Italia: 15 Vittoria Ostuni Minuzzi, 14 Aura Muzzo, 13 Michela Sillari, 12 Sara Mannini, 11 Alyssa D’Incà, 10 Veronica Madia, 9 Sofia Stefan, 8 Elisa Giordano (C), 7 Alissa Ranuccini, 6 Francesca Sgorbini, 5 Giordana Duca, 4 Valeria Fedrighi, 3 Vittoria Zanette, 2 Vittoria Vecchini, 1 Silvia Turani A disposizione: 16 Chiara Cheli, 17 Gaia Maris, 18 Alessia Pilani, 19 Alessandra Frangipani, 20 Margherita Tonellotto, 21 Alia Bitonci, 22 Emma Stevanin, 23 Francesca Granzotto Scozia: 15 Chloe Rollie, 14 Francesca McGhie, 13 Lucia Scott, 12 Meryl Smith, 11 Shona Campbell, 10 Helen Nelson (VC), 9 Leia Brebner-Holden, 8 Rachel Malcolm (C), 7 Rachel McLachlan, 6 Eva Donaldson, 5 Hollie Cunningham, 4 Emma Wassell, 3 Elliann Clarke, 2 Lana Skeldon, 1 Demi Swann A disposizione: 16 Elis Martin, 17 Leah Bartlett, 18 Molly Poolman, 19 Holland Bogan, 20 Louise McMillan, 21 Alex Stewart, 22 Rianna Darroch, 23 Rachel Phillips
Italia Femminile | 23/04/2026
Nazionale Femminile, scelta la formazione delle Azzurre per la sfida di Parma con la Scozia
Il CT Azzurro Fabio Roselli ha scelto le 23 atlete che scenderanno in campo sabato alle 17.30 allo Stadio Sergio Lanfranchi di Parma contro la Scozia, nella gara valida per il terzo turno del Guinness Sei Nazioni Femminile, la prima casalinga nel Torneo. Le scelte di Roselli vedono coinvolta una prima linea formata da Turani, che scendendo in campo sabato raggiungerà i 50 caps, Vecchini e Zanette - prima da titolare per lei con la maglia Azzurra. Seconda linea d’esperienza con Fedrighi e Duca, mentre in terza linea viene confermato il terzetto Sgorbini, Ranuccini, Giordano. Mediana con Stefan e Madia, D’Incà torna all’ala, con Mannini e Sillari come centri, Muzzo come altra ala e Ostuni Minuzzi estremo. In panchina tornano Francesca Granzotto e Alessandra Frangipani, mentre Margherita Tonellotto è selezionata per la prima volta: in caso di esordio diventerebbe l’Azzurra numero 226. Italia v Scozia, con calcio d’inizio alle 17.30 del 25 aprile sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Arena. I biglietti per la sfida sono in vendita su federugby.ticketone.it 15. Vittoria OSTUNI MINUZZI (Valsugana Rugby Padova, 46 caps)14. Aura MUZZO (LOU Rugby, 60 caps)13. Michela SILLARI (Valsugana Rugby Padova, 95 caps)12. Sara MANNINI (Rugby Colorno, 14 caps)11. Alyssa D’INCÀ (Blagnac Rugby, 37 caps)10. Veronica MADIA (Blagnac Rugby, 62 caps)9. Sofia STEFAN (RCTPM Toulon, 103 caps)8. Elisa GIORDANO (Capitana, Valsugana Rugby Padova, 80 caps)7. Alissa RANUCCINI (LOU Rugby, 20 caps)6. Francesca SGORBINI (ASM Clermont Rugby, 39 caps)5. Giordana DUCA (Valsugana Rugby Padova, 62 caps)4. Valeria FEDRIGHI (Rugby Colorno, 69 caps)3. Vittoria ZANETTE (LOU Rugby, 4 caps)2. Vittoria VECCHINI (Valsugana Rugby Padova, 42 caps)1. Silvia TURANI (Harlequins, 49 caps) A disposizione:16. Chiara CHELI (Rugby Colorno, 2 caps)17.Gaia MARIS (Valsugana Rugby Padova, 44 caps)18. Alessia PILANI (Stade Bordelais Rugby, 11 caps)19. Alessandra FRANGIPANI (Villorba Rugby, 13 caps)20. Margherita TONELLOTTO (Valsugana Rugby Padova, esordiente)21. Alia BITONCI (Valsugana Rugby Padova, 12 caps)22. Emma STEVANIN (Valsugana Rugby Padova, 29 caps)23. Francesca GRANZOTTO (Exeter Chiefs, 25 caps)
Italia Femminile | 23/04/2026
Esercito, l’Accademia Militare ospita a Modena la Nazionale Femminile di Rugby
Giocatrici e Allievi si confrontano sui Valori alla base del mondo sportivo e militare L’Accademia Militare dell’Esercito ha accolto una delegazione della Nazionale Italiana femminile di rugby, un’iniziativa che si inserisce nel Protocollo d’Intesa volto a rafforzare la collaborazione tra l’Esercito Italiano e la Federazione Italiana Rugby (FIR), fondata su valori condivisi quali coraggio, disciplina, spirito di squadra, rispetto delle regole e impegno al servizio della collettività. La delegazione, composta dallo staff tecnico delle Azzurre, insieme alla Consigliera Federale Erika Morri e alle atlete Alessandra Frangipani e Giada Corradini, è stata accolta dal Comandante dell’Istituto, Generale di Divisione Stefano Messina e dagli allievi del 205° corso “Fierezza”, del 206° corso “Dignità” e del 207° corso “Fermezza”. La delegazione ha visitato alcune infrastrutture, tra le quali il campo da rugby utilizzato dalla squadra di “touch rugby”, la palestra e le aule didattiche dell’antico Istituto, responsabile della formazione di base dei futuri Ufficiali dell’Esercito e dell’Arma dei Carabinieri. Al termine della visita la delegazione ha partecipato a un incontro dedicato al tema della leadership, soffermandosi sulle opportunità generate dalla collaborazione tra FIR ed Esercito Italiano. La sinergia si traduce in iniziative concrete come quella del prossimo 9 maggio, quando l’intero cerimoniale della quarta gara del Guinness Sei Nazioni Femminile tra Italia e Inghilterra sarà affidato all’Esercito. https://youtube.com/shorts/60nV3BfT5XE Nel corso degli anni, le Forze Armate hanno promosso diverse attività con le Nazionali Italiane (maschile e femminile): dalle attività di team building ai raduni a Corvara, fino a momenti strutturati di confronto e crescita. In questo contesto, la visita all’Accademia Militare di Modena assume un valore ulteriore, rafforzando un percorso condiviso che unisce sport e principi comuni.
Italia Femminile | 23/04/2026
Sabrina Melis, azzurra numero 41: “Il Mondiale ’91 fu una svolta per il rugby femminile, ma oggi è cambiato tutto in meglio”
Cardiff, 11 aprile 1991: si gioca Italia-Svezia, terza gara del Mondiale azzurro valida per il torneo che assegna i piazzamenti dal 5° al 12° posto. All’esordio, nel ruolo di ala, c’è Sabrina Melis, azzurra numero 41, trequarti sarda che diventerà una delle azzurre più longeve di sempre, con ben 3 Mondiali disputati. Dopo il 1991, infatti, Melis vestirà la maglia azzurra anche nelle Coppe del Mondo del 1998 e nel 2002, a completamento di una carriera straordinaria. Melis ha potuto vivere per intero il decennio che ha cambiato il rugby femminile in Italia e nel mondo, a partire proprio da quel primo storico Mondiale: “Fu una svolta totale per il rugby femminile, anche se era il primo e anche se c’erano ancora delle situazioni molto particolari. Chiaramente eravamo all’inizio, ma da quel momento è iniziato un percorso che ha portato il rugby femminile ad essere ciò che è oggi: c’è ancora tanta strada da fare, ma essere stata parte di questo percorso è stato fantastico”. Il Mondiale 1991 Come molte ex azzurre hanno raccontato, quel Mondiale 1991 conserva dentro di sé tutte le emozioni e le particolarità delle “prime volte”: “Fu una prima volta per tante cose. Il rugby femminile era ancora in una fase totalmente dilettantistica, tanto che fino a quel momento – ho iniziato a giocare nel 1986 - eravamo noi giocatrici a pagarci il viaggio per i raduni, mentre il pernottamento ci veniva pagato. Ci sacrificavamo molto: viaggiavamo in nave, aereo, treno, spesso si rientrava la domenica. Quel Mondiale però fu qualcosa di incredibile. Fino a quel momento avevo giocato soltanto a livello di club e fatto qualche raduno con la Nazionale, senza mai esordire: l’esordio arrivò proprio al Mondiale, con la Svezia, e in generale in quelle due settimane mi colpì molto la qualità fisica e tecnica di nazionali come Inghilterra, Nuova Zelanda e Stati Uniti, che infatti vinsero il Mondiale. Era un altro mondo: la meta valeva ancora 4 punti, le touche non prevedevano le saltatrici, tutto completamente diverso. Però è stato un punto di svolta per il rugby femminile mondiale e anche italiano, con il riconoscimento da parte della FIR e l’inizio del sostegno da parte loro: da quel momento infatti la Federazione ha coperto molti costi che prima erano a carico nostro, con un’evoluzione importante anche dal punto di vista dell’organizzazione, come spostamenti e logistica”. Un decennio di crescita Anche solo dal primo Mondiale disputato da Melis (1991) al terzo (2002, dopo il 1998, mentre le Azzurre non parteciparono a quello del 1995) era già cambiato tutto: “Era un mondo completamente diverso. Non esistevano i social, il rugby femminile non era trasmesso in diretta tv se non per qualche incontro veramente importante, e anche la copertura giornalistica era limitata alla stampa locale. Già nel 1998 si è vista una presenza diversa dei media, soprattutto della stampa, e cominciarono ad arrivare anche le prime dirette tv importanti. Il terzo Mondiale in questo senso è stato quello che ha portato il rugby femminile ad avvicinarsi a quello che è oggi. Eppure, nonostante i grandi cambiamenti di quegli 11 anni, nulla di paragonabile a oggi: sarebbe stato impensabile vedere una finale mondiale in un Twickenham strapieno com’è accaduto nel 2025, e questo deve rendere orgogliose tutte le ragazze che in questi anni hanno giocato e contribuito a questa crescita. Sicuramente da quando ho iniziato a giocare a 16 anni, nel 1986, a oggi è cambiato veramente tutto. Avevo scoperto il rugby tramite una mia amica, volevo giocarci, ma purtroppo nella mia scuola non c’era una squadra femminile, quindi mi aggregai a un’altra scuola che aveva aperto le porte anche agli istituti vicini. In Sardegna però non c’era nulla, eravamo davvero delle pioniere a livello regionale: il nostro allenatore ci portò a giocare dei tornei a Roma in quegli anni, poi nel 1989 ci iscrivemmo al campionato nazionale UISP e cominciai anche a fare i primi raduni con la Nazionale. Da lì è iniziato il percorso che mi ha portato ad esordire in Nazionale contro la Svezia, a Cardiff”. La percezione del rugby femminile In questi anni, racconta Melis, è cambiata anche la percezione del rugby femminile da parte degli appassionati e della gente comune: “All’inizio addirittura alcuni rugbisti non avevano una grande considerazione del rugby femminile, dicevano che non era uno sport da donne. Il riconoscimento è arrivato con il tempo, e finalmente si comincia a capire che il rugby giocato dalle donne è lo stesso sport, anche se ha caratteristiche diverse: è diventato un rugby più basato sulla velocità e sull’evasione, ma la base è sempre la stessa. Sicuramente, parlando dell’Italia, l’attenzione della Federazione e dei media ha contribuito a questo percorso. E questo discorso si può allargare secondo me anche agli altri paesi. Ad esempio, ripensando al Mondiale 2002 – l’ultimo che ho giocato – ricordo un’attenzione di gran lunga maggiore all’accoglienza delle giocatrici, alla comunicazione e alla visibilità rispetto alle Coppe del Mondo precedenti. Ricordo che le città ospitanti erano piene di tifosi, c’erano manifesti ovunque. Credo sia stato il primo vero Mondiale con un’importante copertura mediatica, seppur ancora lontana rispetto a quello che vediamo oggi, ma bisogna sempre ricordare che eravamo ancora delle dilettanti: non avevamo contratti, ma solo delle diarie. In alcuni Paesi come l’Inghilterra le atlete erano pagate già ai Mondiali del 1998, e forse anche in Nuova Zelanda, ma sono convinta che anche in Italia le cose continueranno a migliorare, come sta accadendo già adesso, e mi auguro che si continui a lavorare per garantire le stesse opportunità rispetto al rugby maschile”.
Italia Femminile | 22/04/2026

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