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Gonzalo Quesada ospite ad Ancona al convegno “Giovani, sport e Valori”

Ancona – Si è tenuto presso la Mole Vanvitelliana di Ancona il convegno “Giovani, sport e Valori”, incontro mirato alla promozione della pratica sportiva e patrocinato dal Comune di Ancona, dalla FIR e che ha visto il concreto impegno nell’organizzazione del Rotary Club Ancona-Conero e dell’Ancona Rugby Dopo il saluto di benvenuto delle autorità locali, l’incontro si è trasformato in un vero e proprio momento di confronto che ha visto protagonisti nel talk Gonzalo Quesada – Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Maschile – Mauro Bergamasco, ex azzurro con 106 caps e 15 mete segnate con la maglia dell’Italia, e Assunta Legnante, pluricampionessa paralimpica che ha portato sul palco la sua esperienza. “In un contesto sociale sempre più complesso, lo sport assume una funzione fondamentale: quella di essere un luogo sicuro, un punto di riferimento, uno spazio in cui crescere non solo come atleti, ma come cittadini. È nei campi sportivi che si imparano il senso di responsabilità, la collaborazione, la gestione delle difficoltà e il valore della diversità. Desidero sottolineare quanto sia importante il lavoro quotidiano delle società sportive, degli allenatori, dei volontari e delle famiglie. Sono loro il vero motore del nostro movimento: persone che, con passione e dedizione, contribuiscono a costruire comunità più forti e inclusive.  Sono contenta di avere con noi oggi personaggi che hanno scritto la storia del rugby italiano, come Mauro Bergamasco, e chi sta invece contribuendo a scriverla da due anni a questa parte come Gonzalo Quesada. E’ stato un onore per me condividere un pomeriggio insieme anche a una campionessa come Assunta Legnante, simbolo di resilienza e che può essere da esempio per tante persone sia nello sport che nella vita quotidiana” ha dichiarato Antonella Gualandri, Vice Presidente FIR. “Il rugby è molto più di una competizione. È una scuola di vita, capace di formare persone prima ancora che atleti. In un mondo che corre veloce, questi principi restano un punto fermo, un riferimento per i giovani e per tutte le comunità che si riconoscono in questo gioco. I valori dello sport in generale sono fondamentali. E il ringraziamento va a tutte quelle persone che permettono a tanti ragazzi di potersi divertire e alimentare i propri sogni. Il nostro impegno è quello di far crescere il movimento rugbistico italiano partendo dalle basi, condividendo con le realtà locali alcune sfaccettature legate al lavoro della Nazionale e facendo sentire sempre la nostra presenza. Solo così potremo continuare a sviluppare non solo atleti potenzialmente competitivi, ma soprattutto cittadini consapevoli e responsabili. Andare incontro alle persone e alle società locali significa costruire un legame autentico con il Paese, diffondere una cultura sportiva sana e inclusiva, e offrire opportunità concrete alle nuove generazioni” ha dichiarato Gonzalo Quesada. “Lo sport è una vera scuola di vita: insegna rispetto, sacrificio, disciplina e spirito di squadra, valori fondamentali anche fuori dal campo. Il convegno di Ancona rappresenta un’importante occasione per riflettere su come lo sport possa contribuire alla crescita dei giovani, aiutandoli a diventare persone responsabili e consapevoli. In questa ottica svolgono un ruolo cruciale tutte le persone che giornalmente supportano i club: allenatori, volontari, genitori che consentono ai ragazzi la possibilità di divertirsi e, al tempo stesso, imparare qualcosa di nuovo. Investire nello sport significa investire nel futuro delle nuove generazioni” ha dichiarato Mauro Bergamasco

Italia | 18/04/2026

Nazionale Femminile U21, scelta la formazione per la gara d’esordio nell’U21 Six Nations Series con l’Irlanda 

Il Responsabile Tecnico della Nazionale Femminile U21, Diego Saccà, ha scelto la formazione che sabato alle 15.20 italiane affronterà l’Irlanda al Dexcom Stadium di Galway nella gara d’esordio nell’U21 Six Nations Series. Per la sfida, che sarà trasmessa in diretta su federugby.it con commento in italiano, Saccà traccia il quadro del percorso delle Azzurrine, alcune delle quali fresche reduci dal Festival U18 al Wellington College:  “La nuova formula del Sei Nazioni Under 20 - spiega il Capo Allenatore - si inserisce in continuità con le Summer Series, con la principale differenza della contemporaneità con l’attività della Nazionale maggiore. Il gruppo è ampio e trasversale, con atlete nate prima di settembre 2004 fino al 2009, incluse cinque rientranti e diverse provenienti dal percorso Under 18. L’obiettivo è favorire un percorso di crescita individuale in un contesto internazionale strutturato su lavoro settimanale e preparazione alle gare. Rispetto al passato, cambia l’approccio: meno partite ravvicinate e maggiore attenzione alla qualità della preparazione.Per la sfida con l’Irlanda, il gruppo unisce giocatrici con esperienza Under 20/21 e profili emergenti.nSarà fondamentale costruire rapidamente coesione tra atlete provenienti da contesti diversi.L’Irlanda rappresenta un primo banco di prova impegnativo nella nuova competizione. Una tappa utile per ampliare le opportunità di crescita e confronto ad alto livello”. 15. Kristin KONE (CUS Milano Rugby)14. Matilde CECATI (Volvera Rugby)13. Sofia CATELLANI (Section Paloise Rugby)12. Elisa CECATI (Stade Rennais Rugby)11. Lucie MOIOLI (Montpellier Herault Rugby)10. Lavinia PRATICHETTI (Unione Rugby Capitolina)9. Nicole MASTRANGELO (Capitana, Unione Rugby Capitolina)8. Elena ERRICHIELLO (Unione Rugby Capitolina)7. Greta COPAT (Villorba Rugby)6. Margherita TONELLOTTO (Valsugana Rugby Padova)5. Margherita CARRARO (CUS Milano Rugby)4. Luce FLORIDIA (Volvera Rugby)3. Antonella MAIONE (Neapolis Campania Felix)2. Desiree SPINELLI (Benetton Rugby Treviso)1. Angelica CITTADINI (Stade Rennais Rugby)A disposizione:16. Silvia FENT (Benetton Rugby Treviso)17. Laura Lina FOSCATO (CUS Milano Rugby)18. Maddison SPAMPANATO (Hartpury RFC)19. Diana DI FRANCO (Neapolis Campania Felix)20. Elisa BURCHIELLI (US Roma Rugby)21. Rubina GRASSI (RCTPM Toulon)22. Vittoria ZENI (Valsugana Rugby Padova)23. Teresa BLASKOVIC (Villorba Rugby) I prossimi Impegni delle Azzurrine:18 aprile 2026, ore 15.20 italiane (in diretta su federugby.it), Galway, Dexcom StadiumIrlanda v Italia2 maggio 2026, ore 14.30 (in diretta su federugby.it), Piacenza, Stadio Walter BeltramettiItalia v Galles10 maggio 2026, ore 14.00 italiane (in diretta su federugby.it), Edimburgo, HIve StadiumScozia v Italia

Italia U21 Femminile | 17/04/2026

La piccola Eva ospite della Nazionale Femminile in raduno, l’incontro con Turani, l’abbraccio delle Azzurre

C’è un filo diretto che lega la Nazionale Femminile al suo movimento, ed è fatto di gesti semplici, accesso, condivisione. Durante il raduno al Centro di Preparazione Olimpica Giulio Onesti, in preparazione alle prime due gare del Guinness Sei Nazioni 2026, questo legame ha preso una forma concreta nella storia di Eva. Undici anni, atleta dell’Under 12 della Lazio Rugby, Eva è una presenza abituale a bordo campo insieme al fratello Ettore. Seguono la Nazionale ogni volta che possono, aspettano la fine degli allenamenti, cercano un contatto, un autografo. Un’attitudine che racconta più di tante parole la crescita e l’attrattività del movimento. Mercoledì 15 aprile, sotto una pioggia insistente, Eva ha assistito all’allenamento senza mai allontanarsi dal campo. Poi, nella parte finale della seduta, ha avuto modo di avvicinarsi alle giocatrici, osservare da vicino le fasi di lavoro e partecipare in maniera spontanea alla raccolta dei palloni, fino a scambiare qualche passaggio con Sara Mannini e Alia Bitonci. Al termine dell’allenamento, come spesso accade, le Azzurre si sono fermate a bordocampo. In questo contesto si inserisce anche l’incontro con Silvia Turani, legato a un episodio nato nei mesi precedenti: Eva si allena abitualmente con una maglia degli Harlequins, lo stesso club di appartenenza della giocatrice azzurra. Da qui l’idea di creare un momento dedicato, che si è concretizzato proprio al termine della seduta. Turani ha incontrato Eva, condividendo con lei del tempo fuori dal campo e consegnandole una maglia del club londinese in cui milita dal 2023. Una giornata che, nonostante la pioggia, la piccola Eva non dimenticherà mai: le Azzurre ancora una volta sono state promotrici di un'iniziativa che ha avvicinato le piccole praticanti al gruppo della Nazionale, in uno scambio di emozioni e di buone vibrazioni che sarà utile tanto alla giovane atleta, quanto al gruppo squadra in vista delle prossime sfide.

dalla base | 17/04/2026

Roselli lancia Buso e Costantini dall’inizio, tre cambi per Bemand: l’analisi delle formazioni di Irlanda-Italia

Ci sono due grandi sorprese nella formazione dell’Italia che sfida l’Irlanda. Prima da titolare al Sei Nazioni per Gaia Buso, che sostituisce Francesca Granzotto all’ala, e prima da titolare assoluta per Elettra Costantini, alla seconda presenza in azzurro. Per il resto, Fabio Roselli cambia la mediana (tornano Stefan e Stevanin) e rilancia dall’inizio Gaia Maris in prima linea. Tre cambi invece per il capo allenatore dell’Irlanda Scott Bemand, con il centro McGillivray che prosegue la staffetta con Higgins (partita titolare con l’Inghilterra), mentre l’ala O’Connor sostituisce Kinlan e in seconda linea tocca a Campbell al posto di Wall. Calcio d’inizio alle 18.40 di sabato 18 aprile. Breakdown Irlanda e Italia condividono un grande punto di forza: il breakdown. Entrambe le formazioni già nel primo turno hanno fatto vedere grandi cose nel punto d’incontro, e sono le squadre con i numeri migliori: entrambe hanno ottenuto 5 tenuti a terra, con le irlandesi che in totale contano 11 turnover mentre l’Italia è seconda con 9. Si prospetta quindi una grandissima battaglia in mezzo al campo, anche perché entrambe le squadre hanno bisogno di palloni veloci per poter imporre il proprio gioco. L’Irlanda ama attaccare sulla continuità diretta, logorando gli avversari fase dopo fase, mentre l’Italia cerca invece gli spazi in mezzo al campo con le proprie trequarti, provando ad imporre un ritmo quanto più alto possibile. Lato irlandese attenzione soprattutto a Erin King, onnipresente nel punto d’incontro e già capace di conquistare due tenuti contro l’Inghilterra, le Azzurre invece alternano più spesso le giocatrici nel breakdown, anche se a Grenoble si è particolarmente distinta Alyssa D’Incà, sempre più cresciuta anche dal punto di vista difensivo, come dimostrano anche i 3 placcaggi dominanti contro la Francia. Da considerare anche l’aggiunta nel XV azzurro di Elettra Costantini, che nel punto d’incontro sa farsi sentire.  Nell’Irlanda è stata Brittany Hogan a mettersi in evidenza dal punto di vista difensivo, con 19 placcaggi riusciti e una percentuale di efficacia del 95%, 18 placcaggi invece per i centri azzurri Mannini e D’Incà. In campo Se da un lato i cambi di Roselli non modificano l’idea iniziale – ovvero giocare ad alto ritmo e cercare gli spazi in mezzo al campo – dall’altro è probabile che le Azzurre facciano vedere qualcosa di diverso soprattutto in attacco. Buso rispetto a Granzotto è una giocatrice più elusiva, anche se dovrà essere maggiormente “coperta” in difesa, mentre la mediana Stefan-Stevanin appare più conservativa rispetto a quella vista a Grenoble, dove le Azzurre hanno rischiato maggiormente la giocata, soprattutto nel primo tempo. Da capire anche come cambierà il gioco al piede delle Azzurre, considerato che contro la Francia era stata soprattutto Bitonci a calciare, mentre l’Irlanda continuerà ad affidarsi alla lunga gittata di Dannah O’Brien, la giocatrice che ha guadagnato più metri al piede (una media 37 per calcio) nel primo turno. L’attacco dell’Italia continuerà ad affidarsi soprattutto alle iniziative palla in mano di Sara Mannini, capace di rompere 4 placcaggi e di mettere insieme 14 carries nella prima giornata. Le formazioni di Irlanda-Italia Irlanda: 15 Stacey Flood, 14 Béibhinn Parsons, 13 Aoife Dalton, 12 Nancy McGillivray, 11 Robyn O’Connor, 10 Dannah O’Brien, 9 Emily Lane, 8 Aoife Wafer, 7 Erin King (C), 6 Brittany Hogan, 5 Fiona Tuite, 4 Ruth Campbell, 3 Linda Djougang, 2 Cliodhna Moloney-MacDonald, 1 Ellena Perry A disposizione: 16 Neve Jones, 17 Niamh O’Dowd, 18 Sadhbh McGrath, 19 Dorothy Wall, 20 Sam Monaghan, 21 Katie Whelan, 22 Eve Higgins, 23 Anna McGann Italia: 15 Vittoria Ostuni Minuzzi, 14 Gaia Buso, 13 Alyssa D’Incà, 12 Sara Mannini, 11 Aura Muzzo, 10 Emma Stevanin, 9 Sofia Stefan, 8 Elisa Giordano (C), 7 Alissa Ranuccini, 6 Francesca Sgorbini, 5 Elettra Costantini, 4 Valeria Fedrighi, 3 Alessia Pilani, 2 Vittoria Vecchini, 1 Gaia Maris A disposizione: 16 Chiara Cheli, 17 Silvia Turani, 18 Vittoria Zanette, 19 Giordana Duca, 20 Beatrice Veronese, 21 Alia Bitonci, 22 Veronica Madia, 23 Michela Sillari

Italia Femminile | 16/04/2026

La Formazione delle Azzurre per la sfida di Galway con l’Irlanda

Il CT Azzurro Fabio Roselli ha annunciato la formazione che scenderà in campo sabato 18 aprile alle ore 18.40 italiane al Dexcom Stadium di Galway contro l’Irlanda, nella seconda giornata del Guinness Sei Nazioni Femminile. In prima linea Gaia Maris, con Vittoria Vecchini e Alessia Pilani, seconda linea composta da Valeria Fedrighi e da Elettra Costantini, alla prima da titolare in Nazionale, solo una settimana dopo il suo esordio in Azzurro. Terza linea confermata rispetto alla sfida di Grenoble con la Francia con Sgorbini, Ranuccini e con la Capitana, Elisa Giordano. Cambia la mediana: 9-10 saranno Sofia Stefan ed Emma Stevanin, mentre i centri saranno Mannini e D’Incà. Il triangolo allargato sarà invece composto da Aura Muzzo, Gaia Buso, prima presenza dal primo minuto nel Sei Nazioni anche per lei, e Vittoria Ostuni Minuzzi. In panchina c’è un’aggiunta di grande esperienza: torna infatti in gruppo Michela Sillari. Assieme a lei Chiara Cheli, Silvia Turani, Vittoria Zanette, Giordana Duca, Beatrice Veronese, Alia Bitonci e Veronica Madia. Irlanda v Italia, con calcio d’inizio alle 18.40 del 18 aprile sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Arena  15. Vittoria OSTUNI MINUZZI (Valsugana Rugby Padova, 45 caps)14. Gaia BUSO (Villorba Rugby, 5 caps)13. Alyssa D’INCÀ (Blagnac Rugby, 36 caps)12. Sara MANNINI (Rugby Colorno, 13 caps)11. Aura MUZZO (LOU Rugby, 59 caps)10. Emma STEVANIN (Valsugana Rugby Padova, 28 caps)9. Sofia STEFAN (RCTPM Toulon, 102 caps)8. Elisa GIORDANO (Capitana, Valsugana Rugby Padova, 79 caps)7. Alissa RANUCCINI (LOU Rugby, 19 caps)6. Francesca SGORBINI (ASM Clermont Rugby, 38 caps)5. Elettra COSTANTINI (Valsugana Rugby Padova, 1 cap)4. Valeria FEDRIGHI (Rugby Colorno, 68 caps)3. Alessia PILANI (Stade Bordelais Rugby, 10 caps)2. Vittoria VECCHINI (Valsugana Rugby Padova, 42 caps)1. Gaia MARIS (Valsugana Rugby Padova, 43 caps) A disposizione:16. Chiara CHELI (Rugby Colorno, 1 cap)17. Silvia TURANI (Harlequins, 48 caps)18. Vittoria ZANETTE (LOU Rugby, 3 caps)19. Giordana DUCA (Valsugana Rugby Padova, 61 caps)20. Beatrice VERONESE (RCTPM Toulon, 32 caps)21. Alia BITONCI (Valsugana Rugby Padova, 11 caps)22. Veronica MADIA (Blagnac Rugby, 61 caps)23. Michela SILLARI (Valsugana Rugby Padova, 94 caps)

Italia | 16/04/2026

Lorena Nave, l’estremo delle prime Azzurre: “Ci dicevano di andare a fare la maglia, ma abbiamo aperto la strada al rugby femminile in Italia”

Era il 30 giugno 1985, a Riccione l’Italia femminile scendeva in campo per la prima volta nella storia. L’avversaria è quella di sempre, la Francia. Finì 0-0, e 41 anni dopo le Azzurre sono ancora lì a giocarsela con tutte, a combattere, e a ottenere risultati importanti. In campo quella sera, con la maglia numero 15, c’era Lorena Nave, che aveva scoperto il rugby solo due anni prima e che avrebbe poi vinto scudetti a raffica con il Benetton, fino a partecipare al primo Mondiale della storia femminile, quello del 1991: “È stato tutto inaspettato, a partire dalla convocazione. Quando ho iniziato a giocare a rugby non era nemmeno nei miei sogni indossare la maglia della Nazionale, e poi avevo cominciato per caso, grazie a una mia amica. E poi ancora l’emozione di quella sera, gli abbracci con le compagne, gli inni, le lacrime – bellissime – che scendevano. E per finire c’è stato anche un bel risultato, un pareggio contro la Francia alla prima partita in assoluto, una cosa non scontata. È sempre bello ricordare quel momento, anche perché alla fine tutto è partito da lì”. L’inizio Come racconta Lorena Nave, il rugby era arrivato per caso due anni prima: “Era il 1983. Una mia amica mi disse che c’era una squadra femminile che si stava allenando a Lancenigo di Villorba e mi propose di provare. Io risposi che non conoscevo nulla del rugby, non sapevo neanche le regole. A furia di insistere e di dirmi ‘dai vieni’ alla fine mi convinse. Era una sera di novembre, freddissima, sono andata in questo campo a Lancenigo ed è stato amore a prima vista. Ho trovato un gruppo di ragazze eccezionali con le quali sono ancora in contatto dopo 40 anni. A livello fisico ero pronta perché già praticavo atletica, ma tutto il resto è stata una sorpresa, una magia, dallo sport in sé alle amicizie che si sono create. È stata una scuola di vita, per me e penso per tutte le mie compagne, con una serie di insegnamenti e di valori che mi sono portata dietro anche nel mio lavoro, quello di poliziotta”. Sostegno e difficoltà Com’è facilmente immaginabile, non è stato facile addentrarsi in uno sport considerato – soprattutto più di 40 anni fa – prettamente maschile: “La mentalità dell’epoca era quella, il rugby era considerato uno sport per maschi e per cominciare a giocare abbiamo trovato tante difficoltà, tante persone non erano d’accordo. Ci dicevano che non era uno sport adatto a noi donne, che era troppo fisico, che ci saremmo fatte male, che non saremmo mai riuscite ad evolverci. Invece con pazienza e tenacia abbiamo ottenuto dei risultati importantissimi, abbiamo aperto la strada che poi ha portato il rugby femminile a ottenere i risultati di oggi. Ricordo che quando ci allenavamo ci gridavano ‘andate a casa a fare la maglia, andate a fare l’uncinetto’. Noi però abbiamo sempre lavorato duro, anche se non è stato facile. Va anche detto però che tutti erano così, anzi: sono riuscita a far convivere il lavoro di poliziotta con lo sport che amavo. Mi permettevano di andare ai primi raduni della Nazionale e anzi, il fatto che giocassi per l’Italia fu accolto benissimo, al lavoro erano contenti che rappresentassi le Azzurre, era una cosa di prestigio”. Il Mondiale 1991 Nella storia del rugby femminile italiano c’è un secondo passaggio fondamentale: il primo Mondiale della storia, nel 1991 in Galles. “Un’esperienza bellissima” racconta Nave: “Per la prima volta abbiamo partecipato a una Coppa del Mondo. Al di là dei risultati (una vittoria e tre sconfitte, ndr) quello che fu davvero importante è la possibilità di confrontarci a livello Mondiale per la prima volta, per di più in un Paese come il Galles dove si respirava rugby in ogni angolo, dove si pensa al rugby 365 giorni all’anno. Ho vissuto 15 giorni eccezionali, immersi nel grande rugby. Certo, essendo il primo Mondiale femminile non era tutto facile, anzi: ricordo che aiutammo le atlete dell’Unione Sovietica, che si erano autofinanziate per poter partecipare, e con le quali scambiavamo cibo e oggetti. Ad esempio, loro ci portavano il caviale e noi ricambiavamo andando a prendere loro del pane o altre cose, e si è creata una connessione particolare pur non conoscendo la lingua. Alla fine eravamo tutte lì per partecipare al nostro primo Mondiale, per fare qualcosa di storico. Credo che facendo un bilancio sia stata un’esperienza bellissima, l’unica cosa che mi manca – per motivi anagrafici – è il Sei Nazioni, perché l’Italia femminile ha iniziato nel 2007 e quando giocavo io non partecipava nemmeno la squadra maschile, c’era il Cinque Nazioni. Ecco, giocare il Sei Nazioni sarebbe stato fantastico, ma ho avuto tantissime soddisfazioni e va bene così, e sono felice di vedere le ragazze di oggi disputare questo torneo fantastico”. Il ruolo di estremo “Ho giocato in tanti ruoli, dall’apertura all’ala, ma credo che l’estremo sia sempre stato un ruolo cucito addosso a me. Per me è il più bello in assoluto” racconta Nave: “Da estremo hai la visione di tutto ciò che accade in campo. Devi gestire le trequarti, guidarle nella salita, dire loro quando devono stare più su o più profonde, e poi bisogna sempre guardare chi porta palla. E in attacco ho sempre amato inserirmi, partire da lontano, sfruttare le mie capacità atletiche. In questi ultimi anni il ruolo di estremo si è ulteriormente evoluto, soprattutto nel gioco al piede, quindi è importante lavorare per restare al passo. In questo senso, anche 40 anni fa, ero aiutata dall’avere tre fratelli maschi in casa che giocavano a calcio, quindi avevo già imparato ad usare i piedi e a calciare”.

Italia Femminile | 16/04/2026

U19 Maschile, termina con due vittorie lo stage congiunto di Parma con la Scozia

Si conclude con un doppio, ampio successo contro i pari età della Scozia lo stage internazionale che tra il 7 ed il 15 aprile ha visto la selezione azzurra U19 impegnata al “Lanfranchi” di Parma insieme ai giovani highlanders. Sotto il coordinamento dello staff tecnico della Squadra Nazionale U20, impegnata in estate nel World Rugby Junior World Championship di categoria in Georgia, la rappresentativa italiana ha svolto i propri allenamenti e due incontri non ufficiali sul prato della Cittadella del Rugby di Parma, aggiudicandosi il successo sia nella partita del 10 aprile - 55 a 19 - che nella seconda sfida del 15 aprile, conclusasi sul 47-28 per i ragazzi di Andrea Di Giandomenico. “Siamo soddisfatti della settimana di lavoro - ha commentato il tecnico aquilano, a capo dell’Accademia Nazionale “Ivan Francescato” e dell’U20 azzurra - e dell’impegno che tutti gli atleti hanno dimostrato nel corso dello stage. Ringrazio la Scozia per questa settimana di lavoro congiunto, un momento di formazione rilevante per noi per proseguire nel processo di esposizione internazionale degli atleti e allo sviluppo della profondità della rosa di giocatori selezionabili per la Nazionale U20 in vista dei prossimi impegni internazionali”. Questi gli atleti coinvolti con la Selezione U19 per lo stage di Parma con la Scozia: Augusto ALESSANDRI (Livorno Rugby)Stefano ALFONSETTI (La Rugby L’Aquila)Cristian Beleaua (Rugby Experience L’Aquila)Jacopo CAMPANATI (Mogliano Veneto Rugby)Lorenzo CARATORI TONTINI (Livorno Rugby)Manuel D’AMICO (Rugby Parma 1931)Edoardo D’AMMANDO (Livorno Rugby)Dario DABIZZI (Cavalieri Union Prato Sesto)Luca DADDI (UR Firenze)Jacopo DE ROSSI (Livorno Rugby)Giovanni DEGLI ANTONI (Rugby Parma 1931)Patricio Ettore DINAPARTE (Valpolicella Rugby)Luca ESPOSITO LEE KEMP (Loughborough Students)Federico FORTI (Valsugana Rugby)Lorenzo FRANCOLINI (Pesaro Rugby)David LUISATO (Benetton Rugby)Angel MARTIN OWEN (Lyon Olympique)Giovanni MARZOTTO (Benetton Rugby)EmilianO MASTROPASQUA (Amatori&Union Milano)Massimo MOLINA (La Rugby L’Aquila)Giovanni NOSTRO (CUS Genova)John PIETERS GERSHOM (Benetton Rugby)Jacopo SALA (Rugby Parabiago)Fabio SALVANTI (UR Firenze)Alessio SCARAMAZZA (La Rugby L’Aquila)Lorenzo SICILIANO (UR Capitolina)Luca Richard TEAL (Ilkey RC)Leonardo TOSI (Livorno Rugby)Marco VESCOVINI (UR Firenze)

Italia U19 | 15/04/2026

Italia, Sillari: “Stiamo costruendo un gioco che rispecchi la nostra identità”

Per la sfida di Galway contro l’Irlanda (sabato alle 18.40) torna a disposizione anche Michela Sillari, assente nella partita d’esordio con la Francia. La trequarti del Valsugana neo-campione d’Italia arriva in raduno molto fiduciosa, sottolineando comunque gli aspetti positivi del match con le Bleus e raccontando cosa si aspetta da una settimana e da una partita molto impegnativa: “È stato bello ritornare, ora bisogna riabituarsi ai ritmi molto alti che stiamo tenendo. Stiamo costruendo un modo di giocare molto intenso, che rispecchi la nostra identità e che sia orientato sul lungo termine, non solo per la singola partita o per questo Sei Nazioni. Chiaramente è un tipo di gioco che richiede tempo e fatica, soprattutto a livello di corsa, ma quando riesce è molto funzionale e anche tanto divertente”. Come hai visto da fuori la partita con la Francia? “Nel primo tempo ho pensato davvero che potessimo farcela, perché le ragazze sono partite davvero bene, proponendo il tipo di gioco che vogliamo fare. Purtroppo ha fatto la differenza il non riuscire a segnare quando abbiamo avuto delle opportunità, soprattutto nei primi 20 minuti, mentre la Francia – che forse non si aspettava un’Italia che giocasse a questo ritmo – è riuscita ad assorbire il colpo e a segnare praticamente nell’unica occasione che ha costruito nel primo tempo. Per la Francia credo che andare all’intervallo in vantaggio abbia fatto la differenza, perché ha dato loro fiducia dopo una prima frazione complicata. Poi noi avevamo speso molte energie, con sequenze molto lunghe, e nel secondo tempo abbiamo calato l’intensità e non siamo riuscite a ripetere ciò che abbiamo fatto nel primo tempo, e a quel punto la Francia ha preso il largo con un punteggio che forse è anche eccessivo rispetto a quanto si è visto in campo”. Con l’Irlanda quindi l’Italia riproporrà lo stesso atteggiamento? “Sì. Vogliamo continuare a lavorare su questo stile di gioco, poi chiaramente ci possono essere delle scelte strategiche specifiche legate alla singola partita, in funzione dell’avversario, ma l’idea è sempre quella di provare a fare la partita e imporre il nostro ritmo. Anche in difesa abbiamo giocato un ottimo primo tempo, poi quando calano le energie e il punteggio diventa più ampio diventa difficile continuare su quel ritmo, ma bisognerà farlo, anche perché alla fine il risultato finale non rende merito al modo in cui abbiamo difeso”. Quali sono le principali caratteristiche dell’Irlanda? “L’Irlanda è una squadra molto solida, soprattutto dal punto di vista dell’impatto, e ha delle ballcarrier molto forti. Hanno anche un buon gioco al piede perché la numero 10 Dannah O'Brien ha una buona gittata e una bella visione di gioco. Contro l’Inghilterra sono riuscite a segnare due mete e a tenere il punteggio basso, una cosa che non succede molto spesso contro le inglesi, anche se dall’altra parte loro avevano molte giocatrici nuove, quindi non era l’Inghilterra vista al Mondiale. Come sempre la prima partita dà tanti segnali diversi, perché è tutto nuovo. Sicuramente però ci aspettiamo una partita molto dura dal punto di vista fisico e nel gioco tattico al piede, dove l’Irlanda proverà a metterci in difficoltà”. Come può rispondere invece l’Italia? “Sicuramente con la nostra imprevedibilità, ma per farlo dobbiamo riuscire a muovere il pallone molto velocemente perché hanno una difesa che tende molto ad attendere sulla linea, quindi dovremo essere brave noi a trovare degli spazi che loro cercheranno di non concederci in nessun modo. Poi chiaramente lo studio della partita si basa su quanto visto nelle sfide precedenti, ma sappiamo che ogni squadra può poi preparare un piano di gioco specifico per quella singola giornata, loro come noi, per cui un’altra delle chiavi sarà sicuramente l’adattarsi a ciò che troveremo in campo. Come detto, però, vogliamo continuare a proporre il tipo di gioco a cui stiamo lavorando. Sicuramente il lavorare insieme per tanto tempo, come accade al Sei Nazioni, ci permetterà giorno dopo giorno di riprendere certi meccanismi e di riabituarci a giocare insieme”.

Italia Femminile | 15/04/2026

Sei Nazioni femminile 2026: i precedenti tra Irlanda e Italia

Negli ultimi anni la sfida tra Irlanda e Italia è diventata tra le più combattute e incerte. Se per tanti anni, dopo i primi due successi azzurri negli anni ’90, quello irlandese era diventato un tabù, le due vittorie consecutive nel 2023 e nel 2024 hanno reso il match molto più combattuto, e le Azzurre sognano di replicare l’impresa di Cork fatta nel giorno di Pasqua di due anni fa e per riscattare la netta sconfitta di Parma del 2025. I precedenti tra Italia e Irlanda femminile  Italia e Irlanda si sono affrontate 24 volte in partite ufficiali, con 20 vittorie per l’Irlanda e 4 per l’Italia. Le Azzurre hanno segnato 221 punti contro i 543 irlandesi. Il primo incontro tra Italia e Irlanda risale al 4 aprile 1997 in Coppa Europa: le Azzurre vinsero 13-5. La prima vittoria irlandese risale invece al Mondiale 1998, per 20-5. Con l’ingresso nel Sei Nazioni femminile da parte dell’Italia nel 2007 le due squadre hanno iniziato ad affrontarsi ogni anno: il primo match nel torneo fu conquistato dall’Irlanda per 17-12. Da quel momento cominciò una striscia di vittorie irlandesi interrotta solo nel 2019, quando l’Italia vinse 29-27 conquistando un successo fondamentale per la corsa allo storico secondo posto di quell’anno. L’impresa di Parma Proprio allo Stadio Lanfranchi, l’Italia conquistò uno dei successi più belli della sua storia, battendo l’Irlanda per 29-27 nella terza giornata del Sei Nazioni 2019, involandosi a conquistare quello che sarebbe stato poi uno storico secondo posto in classifica. Le Azzurre diedero subito una prima scossa al match, portandosi sul 10-0 con la meta di Muzzo e i calci di Sillari, poi l’Irlanda reagì con le due mete di Considine – intervallate dalla marcatura di Giada Franco – e con Anna Caplice, che insieme ai calci di Fowley portò le irlandesi in vantaggio per la prima (e unica) volta nel match. A due minuti dalla fine del primo tempo, però, Stefan finalizzò una bellissima azione firmata dalle trequarti Azzurre per il 22-22. La ripresa fu tiratissima: una meta per parte, ma a decidere fu la trasformazione di Michela Sillari dopo la meta di Franco, che finalizzò un’azione stupenda di Aura Muzzo. Fowley, invece, mancò il calcio che dopo la meta di Laura Sheehan avrebbe potuto dare il pari all’Irlanda. La “Try of the year 2023” A Italia-Irlanda è legato un ricordo particolare del rugby azzurro. Nel 2023 al Lanfranchi di Parma le Azzurre non solo trionfarono con un netto 24-7, ma misero a segno con Sofia Stefan anche una splendida meta, talmente bella da essere premiata come “Try of the year” del 2023. Fu proprio la mediana di mischia azzurra a iniziare e concludere l’azione, portata avanti da Madia e Rigoni che aprirono al largo su D’Incà, capace di attaccare la linea e servire poi Capomaggi con un offload. L’estremo del Villorba servì Muzzo al largo, che a sua volta trovò il sostegno di Rigoni fermata a un passo dalla linea di meta. Il sostegno vincente di Stefan però chiuse l’azione con una meta splendida. In quella partita andò a segno due volte anche Alyssa D’Incà per sigillare il successo sull’Irlanda. L’impresa di Cork Nella domenica di Pasqua 2024 le Azzurre sconfissero le irlandesi in trasferta per la prima volta nella storia. Partì meglio l’Irlanda, passata in vantaggio con una meta di punizione concessa dopo un avanti volontario di Ostuni Minuzzi, poi l’Italia rimise a posto le cose con un parziale di 15-0 nel giro di 10 minuti: a segno prima Vecchini, poi Fedrighi con trasformazione di Rigoni e la stessa numero 12 che poi firmò il piazzato del 15-7. Nella ripresa una straripante Vecchini firmò la doppietta personale, Jones accorciò le distanze ma al 68’ le Azzurre trovarono la meta del bonus offensivo con Aura Muzzo. Il finale fu di sofferenza, con Corrigan che riaprì la partita a 2’ dalla fine con una meta di intercetto e l’Italia che duro sull’assalto finale irlandese, vincendo 27-21. L’ultima sfida Dopo due vittorie azzurre consecutive l’Irlanda si è presa la rivincita nel 2025, battendo l’Italia 54-12 e dominando la partita. Ospiti subito in vantaggio con le mete di Dalton e McGann, con Sofia Stefan che al 14’ accorciò le distanze per il 14-5, poi l’Irlanda prese il largo segnando ancora con Costigan, McGann, Djougang, Wall, Hogan e ancora McGann, con Rigoni a firmare la meta della bandiera.

Nazionali | 14/04/2026

Nazionale Femminile, le convocate in preparazione di Irlanda v Italia 

Il CT Azzurro Fabio Roselli ha diramato la lista delle atlete convocate per il raduno che proseguirà a Roma fino a giovedì 16 aprile, quando la Nazionale Femminile partirà verso Galway, dove affronterà l’Irlanda nella seconda giornata del Guinness Sei Nazioni Femminile 2026.Nella lista delle atlete scelte per lavorare in vista della trasferta irlandese rientra Michela Sillari, mentre, per la prima volta durante la gestione Roselli, arriva la chiamata per Giulia Cavina. L’avanti in forza al Bobigny Rugby ritroverà sua sorella gemella Micol, che già la scorsa settimana aveva fatto parte del gruppo. In totale sono 30 le Azzurre scelte per lavorare la CPO Giulio Onesti, a stretto contatto con la Nazionale U21, che sempre giovedì volerà, assieme alla Maggiore, in Irlanda, per affrontare le pari età sempre la Dexcom Stadium di Galway sabato 18 aprile alle 16.20. Le convocate in preparazione di Irlanda v Italia: Alia BITONCI (Valsugana Rugby Padova)Gaia BUSO (Villorba Rugby)Giulia CAVINA (AC Bobigny 93 Rugby)Micol CAVINA (AC Bobigny 93 Rugby)Chiara CHELI (Rugby Colorno)Giada CORRADINI (Montpellier Rugby Féminin)Elettra COSTANTINI (Valsugana Rugby Padova)Alyssa D’INCÀ (Blagnac Sporting Club)Gaia DOSI (Rugby Colorno)Giordana DUCA (Valsugana Rugby Padova)Elena ERRICHIELLO (Unione Rugby Capitolina)Valeria FEDRIGHI (Rugby Colorno)Elisa GIORDANO (Valsugana Rugby Padova)Rubina Emma GRASSI (RCTPM Toulon)Veronica MADIA (Blagnac Sporting Club)Sara MANNINI (Rugby Colorno)Gaia MARIS (Valsugana Rugby Padova)Aura MUZZO (LOU Rugby)Vittoria OSTUNI MINUZZI (Valsugana Rugby Padova)Alessia PILANI (Stade Bordelais Rugby)Alissa RANUCCINI (LOU Rugby)Gabriella SERIO (Rugby Colorno)Francesca SGORBINI (ASM Clermont Feminin)Michela SILLARI (Valsugana Rugby Padova)Sofia STEFAN (RCTPM Toulon)Emma STEVANIN (Valsugana Rugby Padova)Silvia TURANI (Harlequins)Vittoria VECCHINI (Valsugana Rugby Padova)Beatrice VERONESE (RCTPM Toulon)Vittoria ZANETTE (LOU Rugby)

Italia Femminile | 13/04/2026